Chi Siamo
Seconda parte.
Sono passati già due anni
dal mio ultimo (e primo) aggiornamento. Purtroppo il tempo a mia
disposizione invece di aumentare è diminuito e inoltre anche
la mia situazione lavorativa non è stata molto tranquilla.
Ripartiamo però da dove
eravamo rimasti.
NOEMI...
Dopo alcuni giorni in ospedale
finalmente viene dimessa Stefania con Noemi e tornano a casa. Il
primo bagnetto a Noemi lo fa la zia Sabry. A noi sembrava talmente
delicata che avevamo paura di romperla. I primi giorni poi abbiamo
preso confidenza con la piccola e ci siamo accorti quello che tutti i
genitori maturi sanno già... i neonati sono di “gomma”,
ma non prendetelo alla lettera non vorrei che qualcuno potesse usarli
come palla :).
Le prime settimane abbiamo
imparato tante cose che nemmeno ci sognavamo di dover sapere prima
che nascesse. Ci siamo pure resi conto quanto è dura la
vita con un bambino cosi piccolo.... dimenticatevi il sonno
tranquillo della notte, dimenticatevi dei momenti di privacy che
ognuno di noi ogni tanto si prende. Ci sono figli e figli, un pò
dipende dai genitori un pò dipende dalla genetica... ci sono
bambini che dormono ore senza svegliarsi, lasciando riposare i loro
amati genitori e ci sono bambini che quando chiudono gli occhi è
solo per pensare a come non far dormire papà
e mamma.
Noemi era una via di mezzo piu
vicina alla seconda che alla prima figura. E pensare che fino a marzo
2005 e cioè fino ai suoi 3 mesi sembrava prendere la strada
giusta del riposo.... invece nel giro di poche settimane ha
cominciato a presentarsi come sarebbe stata in seguito. Prima 6-7
volte a notte si svegliava e se all inizio la scusa era quella
giusta, quella della poppata, in seguito l'ha presa come abitudine.
Qualche bel pianto nel suo lettino gliel'abbiamo fatto fare (come
consigliano anche i pediatri e gli altri genitori) ma a lungo andare
abbiamo ceduto in quanto il suo lettino si trovava nell'unica
camera disponibile ....cioè la nostra. Se non dormiva lei non
potevamo dormire neppure noi.
Abbiamo retto a lungo, alzandoci
la notte quando cominciava a brontolare :) fino ad arrivare a
svegliarci e alzarci 15 volte a notte. Io e Raluca (Stefania) ci
dividevamo le alzate ma per me che andavo a lavoro la mattina era
ugualmente pesante, mentre per Raluca era comunque faticoso perchè lei non poteva staccare un attimo anche durante il giorno.
La crescita di Noemi (non nel
senso fisico) però ci ha reso giorno dopo giorno sempre piu
felici. Dai primi sorrisi alle prime paroline. Che sensazione
stupenda tenerla in braccio per farla addormentare, che sensazione
meravigliosa quando con i suoi occhioni ti guarda. Purtroppo se da
una parte la nascita di Noemi ha allietato tantissimo me e Raluca,
dall'altra la mia situazione lavorativa andava complicandosi. Eh sì,
l'azienda di informatica nella quale lavoravo da 6 anni stava dando i
segni di una fine ingiusta e immatura.
Gia a fine 2004 eravamo rimasti
indietro con gli stipendi, ma fiduciosi nel proprietario dell'azienda
(una persona che non se ne trovano piu al giorno d'oggi), siamo
andati avanti. All'inizio del 2005 le cose sembravano rimettersi a
posto e verso aprile arrivavano voci che presto avremmo recuperato
anche i 3 stipendi arretrati. Purtroppo l'ultimo stipendio che
abbiamo visto (a esclusione di alcuni acconti) risale a maggio 2005.
Da lì in poi si sono susseguite notizie di presunte e rapide
risoluzione dei problemi dell'azienda, invece giorno dopo giorno,
inconveniente dopo inconveniente, ritardo dopo ritardo, abbiamo
aumentato il nostro credito verso l'azienda. A settembre 2005 tutti
noi dipendenti ci siamo mossi ma oramai (con il senno di poi) era
troppo tardi e i seguenti mesi, fino ad arrivare ad aprile 2006, sono
stati un inferno per tutti. La fine è stata che l'azienda ad
aprile 2006 ci ha messo tutti quanti in mobilità, con 13-15
mensilità arretrate (io ad esempio 13 in quanto qualche
anticipo lo avevo avuto).
Male di poco per me che a maggio
sono entrato in un nuovo posto di lavoro (ma non più nel campo
informatico), se non fosse che purtroppo ero già indebitato
con le rate dell'auto e inoltre dato che non avevo nemmeno liquidi da
parte, mi ero indebitato anche con altre finanziarie (vedi Agos,
Findomestic) per sopperire alla mancanza degli stipendi, avendo
sempre fiducia che quando le cose si sarebbero risolte in azienda,
avrei estinto tutto. Cosi non è stato e ad oggi mi trovo con
grossi problemi. Purtroppo il TFR (che dovrebbe versarmi l'INPS) non
basterà per estinguere il debito che ho e anzi mi hanno
comunicato che proprio la finanziaria che mi ha concesso il
finanziamento tramite cessione del quinto dello stipendio, ne ha
fatto richiesta diretta all'INPS quindi neanche li vedrò
passare dalle mie tasche quei soldini.
Mentre gli stipendi arretrati....
chissà se li rivedrò (rivedremo) e quando....
Ma adesso ritorniamo a Noemi.
Ripartiamo da metà fine febbraio 2005.
Premessa: La madre di Raluca
purtroppo è ammalata di un male attualmente difficile da
curare e quindi ogni giorno è a rischio di vita.
In quel febbraio del 2005 abbiamo
ricevuto una telefonata dalla Romania dove ci veniva comunicato che
sua madre era stata ricoverata d'urgenza in ospedale per delle
emorragie. Io ero a lavoro e sono uscito nel primo pomeriggio e alle
17 siamo partiti in auto con un tempo che non prometteva niente di
buono. Dovevo fare 2000 km prima di arrivare a casa dei miei suoceri
e cosa ancor peggiore era la prima volta che ci andavo e non
conoscevo la strada. Attraversata l'Austria, ci siamo fermati alla
dogana con l'Ungheria dove abbiamo trovato non pochi problemi per
passare. Noemi era sul mio passaporto e non su quello di Raluca per
problemi burocratici che dovevamo ancora risolvere. Insomma al primo
passaggio gli austriaci ci hanno fatto passare mentre gli ungheresi
(uno) si dimostravano molto diffidenti sul quel pargolo che secondo
loro noi volevamo andare a vendere in un altro paese. Ci hanno fatto
fare dietrofront...ma noi duri abbiamo insistito e siamo tornati di
nuovo alla dogana, li fortunatamente abbiamo trovato il secondo
ungherese che non ha avuto niente da obbiettare e ci stava per far
passare quando è di nuovo spuntato il primo ungherese, tra
loro è nata una discussione accesa. Finalmente un terzo
doganiere ungherese ci ha fatto segno di passare prima che gli altri
due finissero di discutere e che magari ci bloccassero di nuovo.
In Ungheria ho avuto non poca
paura a guidare in quanto non conoscendo le strade, non avendo
riferimenti anche per potersi fermare a dormire, ho dovuto guidare in
condizioni estreme, con la neve che veniva giu molto forte, con
strade praticamente buie e con la mia stanchezza che si faceva
sentire (erano circa le 3-4 del mattino e non mi ero ancora fermato)
Finalmente l'alba è arrivata e con essa anche la dogana rumena
si faceva più vicina. Certo che quando siamo arrivati li c'era
una fila non indifferente di mezzi che attendevano di passare.
Finalmente siamo entrati in
Romania, ancora diversi KM e poi mi sono dovuto fermare a mettere
benzina se non volevo rimanere a secco (un pieno in Austria). La
stanchezza si faceva sempre piu pesante e io gia mi meravigliavo di
come avevo fatto a reggere fino ad allora (8/9 del mattino). Qualche
piccola e breve sosta lungo il percorso (10 minuti) per chiudere gli
occhi e riprendere un po di lucidità. Dall'ingresso in
Romania, mancavano ancora 800 km di strade...”normali”
per arrivare a destinazione.
Alle 19.00 ci siamo fermati in un
delizioso albergo che abbiamo trovato sulla strada (a circa 400 km
dal paese di mia moglie). Era davvero un bello spettacolo per me
vedere tutta quella neve che in Italia difficilmente si trova se non
in montagna. Abbiamo mangiato e ci siamo riposati la notte. La
mattina seguente verso le 7.00 ci siamo svegliati, abbiamo fatto
colazione e ci siamo rimessi in marcia. Cavolo povera Noemi, nemmeno
3 mesi e già aveva fatto cosi tanti km in auto!!!! ma era
stata davvero brava. Infine nel pomeriggio verso le 17.00 siamo
arrivati a casa Chivoiu, dove finalmente ci siamo potuti rilassare
fisicamente ma non mentalmente.
to be continued....
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